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Raunächte – Le dodici notti magiche a fine anno

Raunächte – Le dodici notti magiche a fine anno

Articolo di Anita Conrad, traduzione Katrin Röh

Con l’ingresso nel segno zodiacale del Capricorno, il solstizio d’inverno, iniziano le cosiddette “Raunächte” , 12 notti che indicano il periodo tra l’anno vecchio e quello nuovo.

Nella notte più lunga dell’anno la Dea partorisce il bambino del sole. Cosi non c’è da meravigliarsi che oggi in alcune regioni l’inizio di questo conteggio di 12 notti coincida con il 24 dicembre. Gli antichi celti e germani non conoscevano le credenze cristiane e per loro il 22 dicembre era non solo il giorno più corto dell’anno e la notte più lunga, ma anche l’inizio di questo periodo delle 12 notti.

La gente accendeva le candele, bruciava grossi ceppi di quercia o faggio e adornava case e stanze con rami di abete – da questa usanza nasce poi la tradizione dell’albero di natale. La cenere dei grandi fuochi veniva sparsa sui campi per assicurarsi la fertilità del suolo. Anche nelle case e nelle stalle si passava col fumo di erbe e piante officinali come ginepro, artemisia ed erba mariana, così come resina d’abete.

Queste notti di transizione, nelle quali la “ruota dell’anno” si ferma, erano ritenute un tempo magico. Il vecchio era passato, il nuovo non ancora iniziato. In questo periodo si determinava ciò che sarebbe successo nell’anno nuovo: per questo si pagava molta attenzione a ciò che si faceva. Non si lavorava, una ragione forse per l’atteggiamento “tra gli anni non succede niente, ci si penserà nell’anno nuovo”.
Non si lavavano i panni, non si tesseva perché avrebbe significato voler tessere il proprio destino. Chi cuciva, cuciva il proprio lenzuolo funebre.

Queste 12 notti sono anche il tempo della caccia furiosa. Quando le tormente invernali passavano nelle strade e nei vicoli, si diceva che fosse Odino con la sua armata selvaggia, l’armata degli spiriti e delle anime dei morti, che attraversava il paese.
Ma forse era Frau Holle , la Signora che accompagnava i morti nella sua montagna sacra. In Austria e nel sud della Germania viene anche chiamata Frau Perchta o Berta dando così il nome all’usanza degli ‘Perchtläufe’ (camminate/corse di Percht).

In queste 12 notti ci si ritira, si osserva il tempo e i propri sogni, poiché si dice che ognuna di queste 12 notti sta per un mese dell’anno a venire. Ciò che si vive e sogna in questi 12 giorni e notti rispecchia ciò che capiterà durante i 12 mesi dell’anno nuovo.
Come nell’astrologia nella progressione secondaria un giorno corrisponde a un anno, questi 12 giorni e notti corrispondono ognuno ad un mese dell’anno successivo.
Per questo viene considerato un momento magico nell’anno, ogni giorno si può osservare cosa succede, cosa si sogna per poi creare una previsione degli eventi a venire durante i 12 mesi dell’anno nuovo.

Presso i celti, in questo periodo dell’anno danzavano mascherati i ‘danzatori del cervo’. Danzavano e pestavano il terreno per svegliare la Dea della terra e il Dio del cervo Cernunnos affinché essi preparassero nelle profondità della terra la nuova vita per l’anno che stava per arrivare. Così trova anche una spiegazione perché Babbo Natale viaggia con una slitta trainata da cervi o renne…

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