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L’Angelica e Giove

L’Angelica e Giove

L’Angelica e Giove, articolo di Anita Conrad, trad. Katrin Röh

Le erbe mediche che vengono attribuite al pianeta Giove spesso sono veramente regali nella loro apparenza e impressionanti per la loro altezza.
Questo non ci deve meravigliare, visto che Giove è il pianeta più grande nel nostro sistema solare. L’Angelica archangelica p.e. raggiunge un’altezza fino a 2,50 metri ed è una pianta veramente imponente.
Inoltre hanno generalmente un fusto quadrato e molto resistente e i colori dei fiori sono chiari.

Per Paracelso (1) l’organo umano legato a Giove è il fegato. L’erba medica Angelica libera il nostro corpo dalle tossine, ha quindi la stessa funzione del fegato, come già descritto in un erbario del 1563 d.C.:
Qui abbiamo un’altra erba famosa, impagabile per il suo potere contro il veleno e la peste, come molti testimoniano (2)

Mentre per Paracelso l’Angelica è chiaramente da attribuire a Giove, per Nicolas Culpeper (3) invece l’attribuzione è più complessa:
“Si tratta di una pianta del Sole in Leone. Dovremmo coglierla quando si trova in questo segno zodiacale e in armonia con la Luna. Dovremmo coglierla all’ora del Sole o di Giove.”
Per Culpeper l’Angelica ha la potenza del Sole e riesce a rafforzare tutto il corpo. Comunque, non è inusuale attribuire più pianeti a una pianta, come vedremo in seguito per i pianeti trans-saturnini.

La parte più usata dell’Angelica è la radice e presso i Germani era molto conosciuta. Anche il medioevo la conosceva come erba che guariva da qualunque male, soprattutto dalla peste – sia per guarire il malato sia per proteggersi preventivamente.
Molto conosciuto in questo contesto è “l’aceto dei 4 ladri”. Nella Francia del ‘600, tempo della peste in quella regione dell’Europa, c’erano quattro ladri che saccheggiavano le case dei malati di peste senza ammalarsi – per il grande stupore di tutti. Alla fine vennero catturati e condannati alla morte. Unica via di salvezza era di rivelare il loro segreto perché non si erano mai ammalati di peste. Il segreto era l’aceto fatto secondo una loro ricetta che conteneva tra le altre erbe anche l’Angelica.
Oggi l’Angelica viene usata per rinvigorire fisico e mente, per rinforzare i nervi, per dare nuova gioia di vivere e soprattutto per disintossicare.
Engelwurz
Il sapore di tutti i tipi di erbe di Angelica è amaro e sono proprio queste sostanze amare che attivano l’apparato digerente. L’importante è di non aggiungere zucchero o miele per dolcificare perché l’Angelica perderebbe la sua efficacia. Inoltre scioglie il catarro, calma tosse, bronchite o altre malattie croniche delle vie respiratorie.
Attraverso la pelle da sollievo in caso di reuma, gotta, a volte anche in caso di paralisi – in quest’ultimo caso si usa però un decotto dei semi e non la radice della pianta. Durante una cura con l’Angelica si dovrebbe evitare il sole, altrimenti potrebbero comparire infiammazioni cutanee. (4)

Oltre l’Angelica archangelica possono essere usate per impieghi guaritivi anche l’Angelica palustris e quella sylvestris.
L’Angelica è una piante biennale e le radici vanno colte nell’autunno del primo anno. Poi va pulita, tagliata finemente e seccata in un luogo ben aerato e buio.

Tisana all’Angelica
per ogni tazza bollire un cucchiaino di Angelica tritata oppure mettere a mollo durante la notte e poi scaldare brevemente.

L’Angelica è anche commestibile. Sia i fusti più giovani che le foglie prima della fioritura possono essere preparati come verdura. Le foglie giovani danno sapore a sughi, pesce e carne.
I fusti possono essere lessati e poi mettere al forno coperti di formaggio. oppure si possono lessare e poi tritare insieme a del rabarbaro per ottenere marmellata. (4)

Bibliografia
(1) Rippe, Madejsky, Amann, Ochsner, Rätsch, “Paracelsusmedizin”
(2) P.Mattioli, “Kreuterbuch”
(3) Nicolas Culpeper, “Culpepers complete herbal”
(4) Susanne Fischer-Rizzi, “Medizin der Erde”

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