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Consolida maggiore e Saturno

Consolida maggiore e Saturno

Articolo di Anita Conrad, trad. Katrin Röh
Ai tempi di Culpeper e Paracelso i pianeti conosciuti erano sette, ai quali poi si attribuivano le erbe mediche corrispondenti. L’ultimo dei pianeti ancora visibile a occhio nudo era Saturno.
Per Paracelso (1493-1541 d.C.) i sette organi principali del corpo umano rispecchiavano i sette pianeti dal Sole a Saturno nel loro ordine, il macrocosmo si rispecchia nel microcosmo.
Quindi, il cuore corrisponderebbe al Sole, la Luna al cervello, Mercurio ai polmoni, Venere ai reni, Marte alla cistifellea, Giove al fegato.
E Saturno venne attribuito alla milza.
Per Paracelso gli organi del corpo umano seguivano delle orbite proprie in corrispondenza ai pianeti, ogni organo-pianeta ha un compito sia fisico che spirituale. Quando un pianeta incrocia la traiettoria di un altro, anche gli organi corrispondenti si disturbano a vicenda nella loro funzione: compare la malattia che non è altro che il troppo o il troppo poco dell’energia planetaria corrispondente.
Per questo Paracelso affermò che “nessuno tra di voi che è senza conoscenze astronomiche potrà diventare un buon medico” . (1)
Mentre Paracelso considerava solo i sette organi principali del corpo umano, tradizionalmente però Saturno viene collegato non solo alla milza ma anche alle ossa.
Una pianta tipicamente saturnina è la Consolida maggiore che appartiene alla famiglia delle boraginaceae.
Il medico ed astrologo Nicolaus Culpeper scrisse a proposito di questa pianta: “Questa è una pianta di Saturno. Penso che sia sotto il segno del Capricorno, fredda, secca e terrosa nelle sue qualità” (2).

Le piante attribuite a Saturno sono in genere longevi, con radici forti, in grado di sopravvivere anche a condizioni climatiche estreme e spesso hanno una superficie dura e ruvida. Le piante saturnine non crescono verso la luce in alto ma verso il basso. Anche i fiori della Consolida maggiore guardano in basso, in cima al fusto compaiono fiori di color bianco oppure viola scuro. La tradizione popolare considerava i fiori bianchi di genere femminile, quelli viola scuro maschili. (3)
Le foglie sono grandi e carnose, a forma ovale-allungata oppure lanceolata e coperte da una peluria ispida, la sua radice robusta è coperta da una corteccia nera e ha poteri curativi notevoli.
Anche da pezzi di radice piccoli germoglia una nuova pianta e radici spezzate si ricompongono, questa capacità viene definita come forza “ricompositrice” di una pianta.
La Consolida maggiore è ricca di vitamina B12, mucillagine, resina, tannino, acido clorogenico, gomma, colina, amido e asparagina.
Questa pianta ha proprietà vulnerarie, in caso di fratture impacchi di radice grattugiata aiutano la guarigione: pare che le fratture si ricompongono perfettamente. Questi impacchi aiutano anche in caso di distorsioni, infiammazione delle ossa, vene varicose, artrosi. Grazie all’ingrediente allantoina che stimola il processo di guarigione incrementando la citogenesi.
Le mucillagini favoriscono l’espulsione delle secrezioni bronchiali e le foglie sono astringenti.
inoltre la Consolida maggiore ha proprietà decongestionanti, emollienti – quindi lenitive per gli stati infiammatori ed analgesiche.
Da notare che la Consolida maggiore non va applicata su ferite profonde, poiché la ferita si chiuderebbe soltanto in superficie mentre negli strati dei tessuti più profondi potrebbe formarsi un ascesso.

Una tisana di radice di Consolida maggiore aiuta in caso di ulcera o altre affezioni all’apparato digestivo. Un decotto dei fiori invece aiuta a lenire bronchite e catarro. (4)
Da alcuni anni ci sono avvertimenti per quanto riguarda l’assunzione della Consolida maggiore per via orale poiché potrebbero insorgere affezioni epatiche a causa della sostanza alcaloide pirrolizidinici .
Ancora una volta ci si può affidare a Paracelso che diceva che “tutto è veleno, soltanto il dosaggio fa la differenza
Questo vale per la Consolida maggiore come per l’alcool, sale o altre sostanze che assumiamo quotidianamente.

Con Saturno finisce l’attribuzione di piante a pianeti di Paracelso e Culpeper, ma con la scoperta nei secoli di altri pianeti vennero fatte altre attribuzioni e la prossima volta ci occuperemo di Urano.

Bibliografia
(1) “Paracelsusmedizin”, Rippe, Madejsky, Amann, Ochsner, Rätsch
(2) “Culpetters complete herbal” Exeter, Nicolas Culpeper
(3) “Medizin der Erde”, Susanne Fischer-Rizzi 1997
(4) „Mit Pflanzen verbunden“ Wolf-Dieter Storl

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